Tutti i marketer ripetono spesso che su internet il Brand è la base essenziale di ogni business, ed io, come ho già detto in un precedente articolo, sono assolutamente daccordo.
In questi giorni di festività, però, la stragrande maggioranza dei marketer di casa nostra, sembra dimenticare questa fondamentale regola del Brand e, con la scusa di fare un regalo natalizio alla propria lista, mette in vendita i propri infoprodotti a prezzi stracciati.
Vorrei osservare alcune cose che questa insulsa pratica mette in evidenza facendo nascere dal profondo del mio stomaco delle reazioni che non riesco a controllare.
1) Innanzi tutto, vorrei ricordare che gli infoprodotti, a parte casi rari ed eccezionali, non sono beni soggetti a saldi di fine stagione e sopratutto non sono prodotti che hanno una scadenza a breve termine e o un costo di magazzino;
2) Il costo di un infoprodotto non è legato ad un evento particolare ma al valore delle informazioni contenute al suo interno;
3) Il Brand di un marketer è direttamente proporzionale alla sua serietà e la svendita dei propri prodotti non è mai un indice positivo per la credibilità;
4) Per gli infoprodotti, le offerte in generale, ma in particolare quelle di fine anno, e questo è l’elemento che più di tutti scatena i miei moti interni, SONO UNA GRANDISSIMA MANCANZA DI RISPETTO NEI CONFRONTI DI TUTTE QUELLE PERSONE CHE HANNO INVECE ACQUISTATO GLI STESSI PRODOTTI A PREZZO PIENO!
5) La sensazione che il mercato (sempre attento) riceve da queste offerte è quella di avere di fronte venditori improvvisati che cercano in tutti i modi di raggranellare quattro spiccioli.
Tutto ciò svilisce, oltre che il Brand di chi fa questo tipo di offerte, anche l’immagine generale degli infomarketer. Se poi si riflette sul fatto che il ritorno di questo tipo di operazione è sempre limitato da un punto di vista economico, ed ininfluente dal punto di vista della qualità dei clienti acquisiti, allora si può davvero avere un quadro completo della situazione.
Avete mai sentito di qualche famoso cardiochirurgo che in occasione delle feste di Natale svende i propri interventi a cuore aperto o di Renzo Piano che ha capodanno costruisce ponti a quattro soldi?
Paragone esagerato? Mica tanto… Se io acquisto una informazione da qualcuno è solo perchè lo reputo un “professionista” nel suo settore, e, sopratutto, ritengo che quella persona, prima che la sua informazione, abbia una sua credibilità oltre che un suo valore specifico.
Nella mia coscenza, inoltre, in una classica progressione di mercato, si fa strada l’idea che se ho bisogno di avere ancora più informazioni da quel professionista dovrò fare dei “sacrifici” economici ancora maggiori (è proprio da questo fattore psicologico che nasce il funnel o imbuto di prodotti a prezzi sempre crescente).
Cosa accade a queste mie convinzioni ed all’imbuto di prodotti nel momento in cui mi rendo conto che quel professionista svende la sua professionalità e le sue informazioni solo perchè è Natale?
Ovviamente tutte le mie convinzioni cadranno e, a parte il fastidio fisico che dovrò superare per quella subdola sensazione di “fregatura” ricevuta che si fa strada nel mio intimo, quand’anche non dovessi mettere una croce sopra quel venditore, la prossima volta che mi verrà in mente di acquistare un suo infoprodotto, con tutta probabilità aspetterò che venga Pasqua o Ferragosto!
Qual’è quel professionista serio che svende la sua consulenza con il 70% o più di sconto? E, se questo non accade mai in nessun settore, perchè invece accade nel settore degli infoprodotti?
Per fortuna non tutti si lasciano coinvolgere e trascinare da queste tipologie di marketing da “Alter Discount”, anzi, c’e’ da dire che i “migliori” ne restano assolutamente fuori.
Non ho ad esempio visto alcuna offerta natalizia fatta da Italo Cillo o da Giorgio Tave o ancora da Marco De Veglia (solo per citare alcuni tra i migliori marketer italiani).
Quindi mi chiedo, se questi che sono alcuni tra i nostri migliori marketer non applicano alcuna strategia di super sconti natalizi, da chi nasce l’idea?
E se proprio si vuol fare un regalo alle proprie liste non è meglio creare un super report da distribuire gratuitamente insieme ad una mail di auguri?
In oni caso ognuno di voi è libero di trarre le proprie conclusioni e di comportarsi di conseguenza.
Cosa ne pensate sull’argomento? aspetto i vostri feedback.











Ottimo articolo Massimo, condivido appieno quello che dici….sembra di vivere i saldi 12 mesi all’anno qua! E non è assolutamente professionale secondo me fare la corsa a chi vende l’ebook o l’assistenza al prezzo più basso possibile.
Di questo passo offriremo ebook a 3 euro al chilogrammo come al mercato.
Quello che sto cercando di fare con il mio blog è scrivere dei contenuti più unici possibili.
Spero di mantenere la promessa.
A presto e continua così.
Ti ringrazio Ale, hai colto in pieno il senso del mio articolo.
Ti faccio i miei auguri per il tuo blog.
Ciao Massimo;
mi sento in dovere di darti la mia opinione in merito…
purtroppo anch’io ho fatto degli errori simili e dopo
essermi accorto ti spiego come ho deciso di procedere:
ho ritirato tutti i miei corsi dal mercato e ho creato un
unico prodotto visto che i 4 corsi sono complementari tra
loro e creano un sistema che per chi parte e’ molto efficace.
lo so perche’ io sto usando tutti questi sistemi tutti i giorni
quindi io sono la cavia di me stesso!!!
Poi per decidere il prezzo per non penalizzare nessuno
ho fatto cosi:
chi ha comprato tutti i miei 4 corsi lo ha fatto nel 99%
dei casi con il prezzo di lancio e il totale dei 4 corsi al
momento dei rispettivi lanci e’ 78 euro….
Quindi ho deciso di mettere a 77 euro il mio nuovo
sistema che non pubblico qui perche’ non voglio fare
pubblicita’ in questo articolo, non e’ questo il suo
scopo.
Le persone che hanno preso uno o 2 corsi possono
comunque completare il percorso con un costo
accettabilissimo.
Credo cosi di non aver scontentato nessuno e di aver
mantenuto una certa etica;
Sono giovane anch’io per l’attivita’ e purtroppo ci vuole
un minimo di tempo per capire la direzione giusta da
prendere. l’importante e’ riconoscere quando si sbaglia
e farne tesoro.
io cerchero’ sempre ilmodo migliore da qui in avanti per
“curare” al meglio le persone che mi hanno dato fiducia
perche’ chi acquista un tuo prodotto ha il diritto di essere
trattato bene.
Questo era solo il mio modesto commento al tuo articolo
molto apprezzato.
Buon Anno 2012 e complimenti
Alessandro Vignolo
Caro Alessandro, ti ringrazio per l’attenzione prestata e ci tengo a precisare che la mia era una semplice, e spero costruttiva, riflessione generale nata dall’osservazione dei fatti.
Non voleva essere ne un richiamo a chicchessia, che non avrei ne l’autorità ne il diritto di fare, ne una polemica sterile e fine a se stessa.
Il mio intento, con questo post, era solo quello di creare in tutti “noi”, me compreso, uno spunto di riflessione costruttivo per le nostre attività.
In ogni caso la tua risposta conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’ottima opinione che ho di te come marketer e come persona e a te va tutto il mio apprezzamento e la mia stima per il lavoro che fai.
Caro Massimo, la situazione da te affrontata di petto dimostra quanto credi nella causa prima dell’infomarketing ed è reale anche se sono dell’opinione che “…come dice il meglio descritto guru del N.I.M. non dobbiamo fare guerra ai colleghi “, nemmeno ai prezzi…
se poi qualcuno decide di fare come Alessandro e altri di conglobare più prodotti sarebbe meglio aumentarne il prezzo per non togliere valore al prodotto e non far trasparire mancanza di sensibilità nei confronti del cliente.
Complimenti, se a qualcuno può venir utile ho iniziato trattare la prima di tre lezioni gratuite sul mio di sito relative al mio prodotto DSP for newbie e non…
Un abbraccio a tutti e buon business!
Mary
Grazie per il tuo intervento Mary e, come ho già spiegato nella risposta ad Alessandro Vignolo, ti confermo che la mia non è ne una guerra ai prezzi ne tantomeno una lotta contro i colleghi che non mi permetterei mai di criticare.
Più che credere nella causa dell’infomarketing direi che sono “innamorato” dell’infomarketing in tutti i suoi aspetti e le sue sfumature.
E’ ovvio che le regole sono regole fino a quando non viene dimostrato il contrario, e la regola del Brand è, con tutta probabilità, quella che più di tutte trova i marketer concordi. Personalmente so bene come comportarmi con i miei infoprodotti e seguirò la mia linea che credo sia abbastanza chiara.. Ognuno di noi però è libero di agire come vuole e non sarò certamente io ad impedirlo, anche se non ho potuto astenermi dal provare a generare una riflessione costruttiva sull’argomento.
Ti faccio i miei migliori auguri per un prospero 2012 ed un Business vincente!
come guadagnare soldi on line | Come bruciarsi un brand costruito con fatica! |…
L’insopportabile moda di svendere il proprio brand è stata stigmatizzata con molta acutezza dall’autore di quest’articolo. Riflessioni interessanti che ci fanno capire come guadagnare soldi on line non sia per tutti….
Ciao Condivido al 200% quello che hai scritto..proprio oggi scrivevo una mail con lo stesso argomento ad uno dei RARI infoproduttori che NON cavalca questo modo di fare.. E anche lui mi dava ragione.. Altra cosa stranamente NON considerata da chi ha (DICE) esperienze pluriennali di infomarketing, e’ mettere la propria testimonianza SU TUTTI I PRODOTTI che vengono proposti dai colleghi, a rotazione.. il che rende TUUTI molto poco credibili.. Stano per chi dice di avere una notevole esperienza di marketing, non trovi?? Claudio
Hai toccato un’altro punto caldo caro Claudio.
Nella creazione e cura del proprio brand spesso non si tiene ben presente proprio questo aspetto.. Sponsorizzare un prodotto con una testimonianza deve essere davvero qualcosa di eccezionale!
E’ vero che nel marketing nascono relazioni ed amicizie per cui spesso non si riesce a dire di no ad una testimonianza, ma è anche vero che per un marketer di successo il proprio business deve venire prima di ogni altra cosa.
La testimonianza, quindi, può… anzi DEVE essere rilasciata solo ed esclusivamente se si ritiene che davvero quel prodotto possa rappresentare qualcosa di eccezionale.
Se così non fosse, il danno di immagine che ne verrebbe fuori sarebbe pressochè irrecuperabile.
Ovviamente, l’eccellenza di cui parlo per il rilascio della testimonianza, non può ripetersi con troppa frequenza, per cui, condividendo la tua affermazione, una inflazione di testimonianze è di per se caratteristica di scarsa credibilità e non può che danneggiare sia il brand di chi la rilascia sia quello di chi la riceve.